Valerius
17 November 2020
Maurizio Camatta
16 November 2020
 

Wowe


Una breve biografia

Wolfgang Wesener, in arte Wowe, nasce nel 1960 a Colonia, in Germania. Dal 1981 al 1984 studia Communication Design alla Folkwangschule di Essen dove è allievo di Inghe Osswald e contemporaneamente lavora per la rivista musicale Spex come fotografo.

Nel 1984, terminata la laurea, il giovanissimo Wowe si trasferisce a New York e lavora come assistente per due fotografi di origine europea che lo introducono al mondo della fotografia documentaria: Hans Namuth e Evelin Hofer, che in quel periodo realizzano New York Nightlife, rubrica del Details Magazine. In seguito Wowe avrà pubblicazioni su Vanity Fair, New York Times, Tempo, Stern, London Observer e Telegraph Magazine.

Il 1986 segna l’inizio di una collaborazione di dodici anni con il FAZ-Magazine, supplemento settimanale del Frankfurter Allgemeine Zeitung, per il quale ritrae personalità del mondo artistico, intellettuale e musicale contemporaneo, come Andy Warhol, Frank Zappa, Philip Johnson, Susan Sontag, Keith Haring, William Burroughs, Run-DMC, IM Pei e Merce Cunningam, in un insieme di foto che delineano la realtà vitale e ricca di sperimentazione che furono gli anni 80.

Nel 1990 si trasferisce con la famiglia nel Nord Italia, a Bassano del Grappa e Cavaso del Tomba, dove lavora per pubblicazioni americane, britanniche e tedesche, accettando incarichi privati e seguendo progetti personali. Attualmente vive a New York.


I soggetti delle fotografie di Wowe sono diversi: stilisticamente i suoi ritratti denotano il grande imprinting dato da Evelin Hofer per la creazione della composizione che porta l’attenzione sull’espressione del soggetto, focalizzando dettagli che rimandano alla sua storia ed esperienza personale. Ciò che gli interessa non è il momento tragico o emozionalmente intenso: i suoi scatti bloccano un attimo che diventa rappresentativo dell’intera esperienza del soggetto fino a quel momento, raccontano la storia del protagonista.
Nel 2012 è membro della giuria nella Biennale d’Arte di Asolo del 2012, a cui partecipa anche con una personale: in questa occasione espone le opere provenienti direttamente dalla mostra tenutasi presso la C/O Berlin Wowe. Essence. Twenty-five Years of Portraits (dicembre 2008-febbraio 2009). Itaca propone ai propri investitori queste fotografie, tutte corredate di cornice metallica realizzata da un artigiano veneto in occasione della mostra berlinese.


Per il Faz Magazine ha ritratto le personalità del mondo artistico, intellettuale e musicale del vivacissimo panorama New Yorkese degli anni Ottanta e Novanta.

Potremmo definire Wowe come un artista-biografo, che ama profondamente l’esistenza e che tramite la sua arte scrive un inno al genere umano in tutta la sua forza creativa.

M.S.

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ART & MORE

I nostri artisti

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    17 November 2020
    PITTORE
    Protagonista veronese della pittura novecentesca, partecipò alla Biennale di Venezia del 1950. Le sue tele ritraggono con affetto la quotidianità di una vita, ma in modo affatto esclusivo: con la luce comunica i segreti della propria città e delle dinamiche familiari, in cui ogni spettatore può rivedersi.
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    16 November 2020
    PITTORE
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    17 November 2020
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    Protagonista delle sue opere è l’onirico, inteso come il racconto di atmosfere tra il sonno e la veglia. Nelle tonalità e nelle imprevedibili scenografie dei suoi dipinti si ritrova l’esperienza veneta, a cui ha unito la tradizione metafisica e surreale derivata dalla formazione nelle Fiandre.
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    16 November 2020
    FOTOGRAFO
    Le fotografie di Wowe ritraggono sia celebrità che persone comuni: ciò che gli interessa è presentare l’intera esistenza del soggetto. Priva di tragicità, la sua opera emana una generale positività che trasmette l’amore per l’esistenza e la fiducia nella forza creativa del genere umano.
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    17 November 2020
    SCULTORE
    Scultore che predilige la rappresentazione del nudo con chiare ascendenze classiche nella fusione in bronzo. Le sue donne, dalle linee sinuose e dai nomi mitologici, si avvicinano alla realtà in punta di piedi. L’artista intende la propria scultura come mezzo per raffinare lo sguardo e lo spirito.