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17 Novembre 2020
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17 Novembre 2020

Pietro Mancuso


Pietro Mancuso “si fionda” con la fantasia da un mondo tradizionalmente familiare, con impressioni forti di campagna, in un universo fluido, fantasioso, onirico, che appartiene a lui solo: grovigli di figure, nude ma senza nudità fisicamente evidenti, anzi inizialmente prive di fisicità materica, che rapidamente, mentre le idee del pittore si fanno precise, acquisiscono facoltà magiche, in un insieme dove trionfano i colori forti.

Ennio Pouchard


L’arte di Pietro Mancuso è vestita di nudità e il definirla così non è retorico perché i corpi femminili, che a centinaia saturano i dipinti a olio su tavole di faesite, hanno spesso incarnati volutamente artificiali, talvolta quasi metallici, o mitologicamente panici.

Ennio Pouchard

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Pietro Mancuso (*1944) è originario di Valdobbiadene, nel Trevigiano, dove tutt'ora vive e lavora: il suo studio solitario si trova tra le vigne dei colli di Valdobbiadene e le sponde del fiume Piave.

Negli anni Sessanta, spostandosi dalla Svizzera all'Olanda in cerca di fortuna, ebbe modo di conoscere la grande opera dei maestri del Nord Europa, e scoprire la forza di autori espressionisti. Tornato in Italia si dedicò poi allo studio dei maestri del Cinquecento Veneto e alla propria arte: nel suo percorso artistico essenzialmente autodidatta, Mancuso è approdato alla visione dei grandi maestri del Simbolismo e della Pittura Metafisica.

Il tema prediletto della metamorfosi si è consolidato nel tempo, ora più lucido e sognante, ora più duro ed ossessivo. Le sfumature create a partire dai colori cangianti sono la sua cifra stilistica più autentica: esse arricchiscono le rappresentazioni di una carica emotiva e simbolica che, a partire da elementi figurativi riconoscibili del mondo naturale, conduce l’osservatore a considerare l’insieme compositivo in un processo che termina con una vera e propria introspezione onirica.

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    17 Novembre 2020
    PITTORE
    Protagonista veronese della pittura del '900, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1950. Le sue tele ritraggono con affetto la quotidianità di una vita, ma in modo affatto esclusivo: con la luce comunica i segreti della propria città e delle dinamiche familiari, in cui ogni spettatore può rivedersi.
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    17 Novembre 2020
    PITTORE E SCULTORE
    Protagonista delle sue opere è l’onirico, inteso come il racconto di atmosfere tra il sonno e la veglia. Nelle tonalità e nelle imprevedibili scenografie dei suoi dipinti si ritrova l’esperienza veneta, a cui ha unito la tradizione metafisica e surreale derivata dalla formazione nelle Fiandre.
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    16 Novembre 2020
    PITTORE
    Pittore informale che si concentra sulla rappresentazione della natura e dei suoi fenomeni. Anche attraverso la tecnica del dripping, partendo dall’astratto propone un’iconografia del paesaggio a larghe visioni totalizzanti, ricordando quanto la natura possa essere imprevedibile.
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    17 Novembre 2020
    SCULTORE
    Scultore che predilige la rappresentazione del nudo con chiare ascendenze classiche nella fusione in bronzo. Le sue donne, dalle linee sinuose e dai nomi mitologici, si avvicinano alla realtà in punta di piedi. L’artista intende la propria scultura come mezzo per raffinare lo sguardo e lo spirito.
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    16 Novembre 2020
    FOTOGRAFO
    Le fotografie di Wowe ritraggono sia celebrità che persone comuni: ciò che gli interessa è presentare l’intera esistenza del soggetto. Priva di tragicità, la sua opera emana una generale positività che trasmette l’amore per l’esistenza e la fiducia nella forza creativa del genere umano.